Foto e Immagini Hotel Santoli a Porretta Terme (BO)

Sentiero Avatiano - Una gita scolastica

Trekking cineturistico sul film Una gita scolastica di Pupi Avati

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Partendo dall'Hotel Santoli si prosegue verso il centro di Porretta, attraversata Piazza delle Tele, sede storica dell'antico mercato della canapa, si imbocca Via Terme direzione Piscina Comunale e di lì si segue l’indicazione del sentiero C.A.I. 107 fino alla località Rio Fonti. Si prosegue quindi fino al bivio per la località Caprera dove si prende a destra una strada (percorso C.A.I. 107 ) che diventa sterrata prima del ponte che supera il Rio Maggiore presso le rovine del Molino di Palareda (edicola votiva). Da qui la mulattiera sale a Ca’ di Ianni e all’antico ponte ora in rovina sul Rio Merlandoli, si guada il torrente aggirando sulla destra il ponte e si riprende a salire sempre seguendo i segnavia CAI, fino alla località Le Croci, antico borgo con case e torri. Qui è la casa natale di Giuseppe, padre di Guglielmo Marconi, indicata da una lapide in marmo sulla facciata.

 

Sempre in salita, ma per comoda strada, si attraversano poi le borgate di Ca’ di Marsili, Ca’ Minghetti, Gaggiano di Sotto e per ultima Gaggiano di Sopra dove il percorso gira decisamente a sinistra, dapprima su un viottolo con fondo acquitrinoso e poi per sentiero nel bosco fino a Castelluccio. Il paese si staglia sulla destra sopra di noi con il suo caratteristico profilo dominato dalla chiesa costruita su una rupe strapiombante. Si prosegue fin sotto il paese per poi raggiungerlo in salita lungo la mulattiera ed alcune rampe selciate.

 

Castelluccio domina tutte le valli circostanti da un crinale a 810 m. di altezza. Splendida è la vista sulle montagne più alte dell’Appennino Bolognese dal Monte Grande alla Nuda, fino alla inconfondibile parete est del Corno alle Scale. Percorrendo gli stretti vicoli e i caratteristici voltoni si respira un’atmosfera d’altri tempi. Meritano una visita la Chiesa di S. Maria Assunta, il Castello Manservisi e il Museo Etnografico Laborantes https://www.hotelsantoli.com/museo-laborantes.php

 

 

Il Castello Manservisi. Nel XVI secolo, la nobile famiglia Nanni-Levera costruì come luogo di dimora un enorme complesso, oggi conosciuto come Castello Manservisi in località di Castelluccio, provincia di Porretta. L'edificio attuale, di ispirazione neogotica con dettagli tipici dell'architettura toscana fu comprato e ristrutturato nel 1886 da Alessandro Manservisi, all'epoca proprietario di una delle più conosciute sartorie a Bologna. Il castello divenne una vera e propria opera neogotica con torri, portici e archi a sesto acuto, coronato inoltre con beccatelli e merlature a coda di rondine. Oggi il castello è un centro espositivo, culturale e turistico che propone mostre, concerti, presentazioni di libri e spettacoli teatrali.

 

Una volta arrivati a Castelluccio,  si può proseguire in direzione Pennola per la strada carrabile che conduce fino allo splendido Santuario di Madonna del Faggio. Lungo la strada merita una visita il grazioso borgo di Tresana. Da Castelluccio a Madonna del Faggio sono circa 5 Km, ed il percorso è molto agevole. Arrivati al santuario si può continuare, seguendo il sentiero CAI 109, verso il Mulino della Squaglia, posto sul torrente Baricello, e quindi arrivare a Monteacuto delle Alpi, uno dei più bei borghi della montagna bolognese, arroccato in splendida posizione panoramica. Tempo di percorrenza dal santuario a Monteacuto poco più di 1 ora; sentiero per escursionisti.

 

La Madonna del Faggio nacque, come molti santuari analoghi, con una devozione verso l’immagine in terracotta della Vergine Maria, apparsa secondo la leggenda sotto un grosso faggio. Nel 1670 circa l’immagine venne collocata in una prima struttura in muratura. La nascita vera e propria è però datata 1772 e il suo nome era Madonna del Rio Scorticato, dal nome della località in cui sorgeva. Dal 1756 iniziò una tradizione analoga a quella della Madonna di San Luca a Bologna: una processione per portare l’immagine sacra dal Santuario fino a Castelluccio e riportarla indietro il giorno dell’Ascensione, con la partecipazione molto sentita degli abitanti delle zone vicine. Il 26 luglio di ogni anno da oltre due secoli si ricorda la leggenda dell’apparizione con la processione religiosa e con una grande festa enogastronomica organizzata dalla Pro Loco. Si arriva poi ad un punto in cui è necessario lasciare la vettura e proseguire a piedi per circa 600 metri in un sentiero che si snoda nel bosco. Accerchiato da faggi e accanto ad un piccolo torrente, si può finalmente vedere il Santuario.

 

SCHEDA DEL FILM

 

Una gita scolastica

 

REGIA: Pupi Avati
ANNO: 1983
 

Laura è un'anziana signora ormai ottantenne, che in una sorta di dormiveglia rivive attraverso i propri ricordi l'emozione di un momento speciale: l'anno scolastico del 1914, alla vigilia della Prima guerra mondiale; è primavera, gli esami di maturità sono alle porte e il liceo ha organizzato per la sua classe “mista” una gita scolastica di tre giorni, sull'Appennino. I ragazzi, attraverso Porretta Terme e Sasso Marconi, arrivano a piedi da Bologna a Firenze; durante il cammino parlano delle loro aspirazioni, dei loro sogni, di ciò che si aspettano dal futuro. Laura, al pari delle sue compagne, è innamorata di un ragazzo considerato da tutte il più bello della classe; il suo maldestro tentativo di conquistarlo fallirà, ma in qualche modo riuscirà ad ottenere la sua attenzione. Ad accompagnare i ragazzi ci sono Balla, il professore di Lettere, e Serena, la professoressa di disegno: il primo, da sempre impaurito dalle donne, riscoprirà i suoi sentimenti innamorandosi di Serena, che tuttavia manterrà un atteggiamento ambiguo fino alla fine della gita.

 

AMBIENTAZIONI
 
REGIA Pupi Avati
ANNO 1983
DURATA 90'
COSTUMI Steno Tonelli
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA Pasquale Rachini
MONTAGGIO Amedeo Salfa
MUSICA Riz Ortolani
PRODUTTORE Antonio Avati
SCENEGGIATURA Antonio Avati, Pupi Avati

 

INTERPRETI

Carlo Delle Piane, Tiziana Pini, Rossana Casale, Cesare Barbetti, Ferdinando Orlandi, Bob Tonelli, Giampaolo Cocchi, Lidia Broccolino, Marcello Cesena, Giovanni Veronesi

 


PHOTOGALLERY

 foto di Steno Tonelli/DUEAFILM

 

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